Convegno Internazionale di Studi – Pescara, 29-30-31 maggio 2014

Abstract Guazzelli

Aspetti del contatto italiano-dialetto nella Toscana marginale
Francesca Guazzelli

La presente comunicazione intende esaminare, secondo una prospettiva pragmatico-funzionale, i fenomeni di commutazione di codice italiano-dialetto nel parlato conversazionale di giovani e adolescenti di quell’area ‘marginale’ della Toscana linguistica rappresentata dalla Garfagnana, territorio a carattere prevalentemente montano situato nell’angolo nord-occidentale della regione.

Le particolari condizioni del rapporto lingua-dialetto esistenti in Toscana, condivise dall’area indagata (si tratta delle parlate basso e medio-garfagnine; la varietà alto-garfagnina, affine a quella lunigianese, mostra infatti una situazione diversa descrivibile, al pari di quanto avviene nella maggior parte dell’area italo-romanza, in termini di bilinguismo), non permettono, a causa della prossimità strutturale dei due codici, di considerare il dialetto un codice alternativo alla lingua: l’analisi del parlato toscano e, nello specifico, dei fenomeni di commutazione ivi presenti, evidenzia infatti il preminente valore diafasico delle variabili coinvolte, e come tale viene avvertito a livello dei parlanti, come risulta con chiarezza dall’inchiesta autovalutativa che ha affiancato i dati linguistici raccolti sul campo. Accanto alla registrazione di un ampio corpus di parlato spontaneo ottenuto con metodiche diverse (a microfono nascosto, osservazione partecipante, conversazioni libere) e in varie situazioni comunicative (bar, strada, luoghi di ritrovo abituali, negozi), si è proceduto alla somministrazione, in prospettiva percezionale, di un questionario rivolto a giovani, adolescenti e post-adolescenti tra i 12 e i 25 anni (studenti delle scuole secondarie inferiori e superiori, impiegati di piccole aziende locali), suddivisi in base alle classiche variabili socio-demografiche. Le riflessioni metalinguistiche sul ruolo del dialetto scaturite da tale indagine sono risultate molto preziose in fase di analisi e interpretazione dei dati linguistici raccolti.

Sotto il profilo geolinguistico, è interessante notare come l’area garfagnina si caratterizzi per la compresenza di tratti eterogenei che rimandano sia a condizioni settentrionali sia centro-italiane, nonché per l’assenza di tratti pan-toscani, alcuni peraltro in forte espansione. Tra essi merita senz’altro di essere segnalato, in quanto rappresenta il tratto più vistoso, a livello fonetico, della toscanità, il fenomeno della ‘gorgia’, che, sul modello fiorentino, è ormai penetrato, seppur con caratteristiche diverse, non solo nella restante area occidentale (Lucca, Pisa, Livorno) e in quella meridionale (Grosseto), ma anche in quelle zone ‘marginali’ (ad es. Casentino) tradizionalmente caratterizzate, al pari della Garfagnana, dal fenomeno concorrente della lenizione/sonorizzazione, creando talora fratture generazionali (i giovani presentano esiti spiranti, mentre gli anziani forme sonorizzate e lenite). La Garfagnana si mostra invece refrattaria al fenomeno della gorgia, come risulta, ad un esame sincronico, dal comportamento dei giovani del nostro campione.

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