Convegno Internazionale di Studi – Pescara, 29-30-31 maggio 2014

Abstract Mion

Fenomeni di interferenza fonologica nelle varietà neoarabe periferiche:
il caso dell’arabo cipriota

Giuliano Mion

Nelle varietà neoarabe che generalmente la dialettologia araba classifica come ‘periferiche’ (quali le centro-asiatiche, le anatoliche, le sub-sahariane, l’arabo andaluso, l’arabo siciliano e il maltese), il contatto interlinguistico ha generato fenomeni di interferenza a diversi livelli di analisi (fra cui, per esempio, Kaye 1994, Jullien de Pommerol 1997, Chikovani 2000, Lentin 2006-2007).
Tra i fenomeni di interferenza più frequenti nell’insieme delle varietà neoarabe periferiche si segnala l’affievolimento di uvulari, faringali, laringali ed enfatiche (velarizzate/faringalizzate), ossia quel gruppo di consonanti più tipicamente caratterizzanti della lingua araba che per le loro qualità fonetiche sono state sovente considerate un’unica classe detta di ‘gutturali’ (McCarthy 1994, Watson 2002). A seconda delle varietà, le gutturali, come anche le fricative interdentali, possono confondersi, affievolirsi e/o cadere, presentando o meno fenomeni di compensazione.
Partendo dapprima da un’analisi comparativa di differenti varietà neoarabe periferiche atta ad interrogarsi sulla possibilità di ritenere tali fenomeni come marche di caratterizzazione identitaria, la presente comunicazione si focalizzerà quindi sull’arabo cipriota parlato a Kormakiti (Borg 1985 e 2004, Roth 2004) che, a seguito di contatto con la varietà locale di greco, presenta una casistica variegata di fenomeni di fonologizzazione, defonologizzazione e rifonologizzazione.

Bibliografia:

Borg A., (1985), Cypriot Arabic, Stuttgart.
Borg A., (2004), A comparative glossary of Cypriot Maronite Arabic (Arabic-English), Leiden.
Chikovani G., (2000), «The Qashqadarian Arabic dialect of Central Asia», M. Mifsud (ed.), Proceedings of the third international conference of Aida, Malta, pp. 189-194.
Jullien de Pommerol P., (1997), L’arabe tchadien. Emergences d’une langue véhiculaire, Paris.
Kaye A.S., (1994), «Peripheral dialectology and Arabic pidgins and creoles», in J. Aguadé, F. Corriente, M. Marugán (eds.), Actas del congreso sobre interferencias lingüisticas arabo-romances y paralelos extra-iberos, Zaragoza, pp. 125-137.
Lentin J., (2006-2007), «L’arabe parlé en Sicile était-il un parler périphérique?», Romano-Arabica 6-7, pp. 71-84.
McCarthy J., (1994), «The phonetics and phonology of Semitic pharyngeals», in P.A. Keating (ed.), Phonological structure and phonetic form: Papers in laboratory phonology, Cambridge 1994, pp. 191-233.
Roth A., (2004), «Le parler arabe maronite de Chypre : observations à propos d’un contact linguistique pluriséculaire», International Journal of the Sociology of Language, pp. 55-76.
Watson J., (2002), The Phonology and Morphology of Arabic, Oxford.

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