Convegno Internazionale di Studi – Pescara, 29-30-31 maggio 2014

Abstract Rovai

Atteggiamenti del mondo latinofono nei confronti delle lingue di contatto
Francesco Rovai

Il concetto di ‘atteggiamento linguistico’ (language attitude, nella terminologia anglosassone), ossia la predisposizione, più o meno favorevole, verso determinati comportamenti linguistici, ha rivelato nell’ultimo trentennio un notevole potenziale esplicativo in ambito acquisizionale, in ragione del suo stretto rapporto con le motivazioni che spingono ad apprendere una lingua. Tuttavia, poiché l’atteggiamento nei confronti di una lingua o di una varietà linguistica riflette anche un insieme di giudizi, credenze e aspettative, verso il gruppo sociale che la utilizza, esso risulta anche un valido indicatore di natura sociolinguistica.
In particolare, dal momento che la lingua ha un peso determinante nel definire l’appartenenza etnica e culturale, l’atteggiamento linguistico riveste un ruolo centrale nella rappresentazione dell’identità – e, conseguentemente, dell’alterità – etnolinguistica. Come ogni altra identità sociale, quest’ultima si costituisce infatti sulla base di alcuni meccanismi fondamentali, che la ‘Teoria dell’Identità Sociale’ (Tajfel e Turner 1986) riconduce alla valutazione positiva di tutto ciò che riguarda il proprio gruppo di appartenenza, ivi compresa la lingua, e ad una speculare svalutazione dei tratti caratteristici degli altri gruppi (Brown 2000), fino allo sviluppo di un vero e proprio pregiudizio linguistico nei loro confronti. Gli strumenti di indagine adottati per valutare l’atteggiamento di una comunità di parlanti nei confronti di altre lingue (Vandermeeren 2004: 1322-1323), vertono principalmente sul giudizio esplicito dei parlanti stessi e sull’accertamento di eventuali incoerenze tra i pareri espressi e la prassi corrente.
Sebbene l’applicazione di queste procedure incontri gravi difficoltà nell’ambito delle lingue antiche per ovvie ragioni di assenza di parlanti e praticanti, in una lingua di ampia e varia documentazione come il latino si è comunque tentato di sopperire a tale lacuna attingendo ad una aneddotica che rimane però sporadica e, talvolta, di controversa interpretazione. Se, da una parte, le numerose notizie relative alla lingua greca e la ricca documentazione dei suoi contesti d’uso, consentono comunque di delineare un quadro attendibile, per quanto articolato, dell’atteggiamento dei parlanti latinofoni nei confronti del greco, dall’altra, le scarse testimonianze riferibili a tutte le altre lingue in contatto con il latino sembrerebbero suggerire, relativamente a queste ultime, un giudizio univoco e generalizzato che Adams (2003: 759) ha definito come «complete disregard, if not open contempt».
Il contributo proposto intende invece mettere in evidenza come aneddoti e informazioni disseminati in testi di varia natura permettano di cogliere posizioni più complesse e sfaccettate almeno nei confronti di altre due lingue con le quali i parlanti latinofoni si sono dovuti confrontare per secoli: il (neo-)punico e il gallico. L’analisi muoverà da un riesame completo dei giudizi espressi o inferibili dalle fonti latine nei confronti di tali lingue, in parte rivedendo testimonianze spesso citate nella letteratura sull’argomento, in parte portando l’attenzione su passi meno noti. Poiché, inoltre, l’atteggiamento linguistico è il prodotto di un ben preciso contesto storico, sociale e culturale, e, soprattutto, è strettamente correlato al giudizio nei confronti di un popolo e di una cultura, le informazioni raccolte saranno inquadrate in una più ampia prospettiva sociologica, che tenga in considerazione il peso degli stereotipi attraverso cui la società romana rappresentava le popolazioni di lingua (neo-)punica e gallica. Infine, le valutazioni esplicite da parte degli autori antichi verranno confrontate con gli impieghi effettivi di tali lingue, nella misura in cui questi ultimi possono essere ricostruiti sulla base dei materiali a disposizione.

Bibliografia:
Adams, J.N. (2003), Bilingualism and the Latin language, Cambridge University Press, Cambridge.
Brown, R. (2000), Social identity theory: past achievements, current problems and future challenges, in «European Journal of Social Psychology» 30, pp. 745-778.
Tajfel, H. e Turner, J.C. (1986), Social identity theory of intergroup behaviour, in Worchel, S. e Austin, W.G. (eds.), Psychology of Intergroup Relations, Nelson-Hall, Chicago, pp. 7-24.
Vandermeeren, S. (2004), Research on Language Attitudes / Spracheinstellungsforschung, in Ammon, U., Dittmar, N., Mattheier, K.J. e Trudgill, P. (eds.), Sociolinguistics. An International Handbook of the Science of Language and Society / Soziolinguistik. Ein internationales Handbuch zur Wissenschaft von Sprache und Gesellschaft. Vol. 2, de Gruyter, Berlin-New York, pp. 1318-1332.

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