Convegno Internazionale di Studi – Pescara, 29-30-31 maggio 2014

Abstract Sornicola

Curiales, notarii, presbyteri nella Campania alto-medievale: alcuni problemi di metodologia della sociolinguistica storica
Rosanna Sornicola

I documenti latini alto-medievali costituiscono una notevole fonte di dati per lo studio del fondamentale e complesso problema delle trasformazioni linguistiche e culturali del latino nei volgari romanzi. Il loro esame comporta tuttavia numerose questioni di natura metodologica e interpretativa, alcune delle quali hanno una portata generale, in quanto riguardano la possibilità di delineare attraverso i documenti modelli sociolinguistici della variazione e del cambiamento. Ciò che infatti si può comunemente osservare sono differenze linguistiche e stilistiche tra i testi, ma spesso è più controverso come tali differenze possano essere proiettate in un compiuto affresco sociolinguistico. Discuterò in questa sede tre questioni a mio avviso degne di considerazione.
• Un primo problema concerne l’adeguata caratterizzazione sociolinguistica degli estensori dei documenti in maniera priva di circolarità rispetto alle caratteristiche linguistiche dei testi. Si tratta di una questione per certi versi preliminare ma rilevante sia in un’ottica micro- che macro-sociolinguistica. Come è noto, ad una sua soluzione possono contribuire informazioni di natura storica e paleografica, che tuttavia non sono sempre disponibili.
• Un secondo problema riguarda l’opportuna individuazione di fenomeni la cui variabilità possa essere considerata rilevante o significativa per le dinamiche sociolinguistiche del periodo in cui i documenti sono stati redatti e la corretta descrizione di tali fenomeni. Queste operazioni sono assimilabili alla procedura sociolinguistica della determinazione di variabili, procedura già di per sé non priva di margini di opinabilità ma resa più difficile nel caso dei documenti alto-medievali (e di qualunque testo del passato) dall’accessibilità del tutto parziale e indiretta alla competenza linguistica dello scrivente.
• Un terzo problema è di natura propriamente interpretativa. Nei casi in cui le questioni posti in (a) e (b) trovino, se non soluzioni certe, almeno indizi che garantiscano qualche affidabilità all’analisi, in che misura è possibile utilizzare le descrizioni variazionistiche ottenute come chiavi interpretative di processi di cambiamento linguistico?
Sull’impostazione e il trattamento di questi problemi è possibile che esistano tra gli studiosi opinioni divergenti, benché sia le domande che le soluzioni metodologiche prospettate sembrino rimanere non di rado inesplicitate. Le questioni sollevate saranno discusse a partire dai documenti alto-medievali (sec. IX-X) dei territori bizantini e longobardi dell’Italia meridionale.

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